Docked
Il mondo non è ancora pronto, lo so. Perché va bene leccare margherite o coccolare cuccioli depressi di balena, urrà, ma come puoi definire videogioco un robo che ti chiede solo di spostare container?
E Docked quello è, un gioco a petto nudo che poco gli importa della tradizione e ti chiede solo di essere preciso, quasi mai veloce, e di portare a casa la pagnotta. Le missioni durano quanto devono, è persino sorprendente quanto si siano sbattuti per renderle più varie e appaganti, e poi si passa al lavoro successivo, uguale ma anche profondamente diverso. L’ottimo sistema di controllo aiuta, la grafica piacevole non guasta.
Docked è anche un manageriale pensato a modino che si apre a piccole dosi come ricompensa per quanto fatto in precedenza. Magari non è sempre spiegato benissimo, ma una volta capito è innegabile che ti spinga a proseguire, che ti invogli a fare bene e che ti faccia sentire incredibilmente soddisfatto per ogni fatica sostenuta. Poi dovrai ancora spostare container, quasi sempre, ma con altri mezzi, più grossi, e per più soldi.
Io lo capisco benissimo che ci sono prodotti non per tutti, ce li godremo noi pochi e illuminati amanti di camion e gru, ma dovreste evitare di sogghignare mentre arredate il vostro giardino accarezzando stupidi animaletti antropomorfi, perché la qualità non è solo in quello che vi piace e di sicuro non solo in quello che è stato.
Vito’s Vote: 9



Lo compro anche solo per quello che hai scritto nell'ultimo paragrafo. 🥰