Darwin's Paradox!
Ho smesso di scrivere delle campagne di Call of Duty perchè, quando non proprio terribili, ci passo qualche ora e vado oltre. Niente da dire, niente da ricordare. Ecco, non sapevo mica se parlarvi di questo polipo.
Darwin’s Paradox! è un mestierante di quelli bravi: si alza la mattina presto, va in ufficio e per otto ore nessuno può lamentarsi di lui. Non è un eroe, non brilla in niente, ma i suoi file excel sono senza errori, dignitosi, quasi brillanti in qualche rara occasione. E questo è un gioco piacevole, con un buon ritmo, che prova anche a variare e che raramente piazza male i checkpoint tanto da farsi odiare. Ma allora cosa c’è che non va?
Che l’ho già visto, l’ho già giocato mille volte, che in cinque ore non ha fatto altro che ribadirmi l’ovvio come se di quello, e solo di quello, avessimo bisogno. Non si sforza mai più del dovuto, non cade mai rovinosamente a terra perché è sempre troppo attento a starsene in equilibrio quanto basta. Forse è per questo che la gente si innamora degli storti pastrocchi come Crimson Desert, loro almeno ci provano.
Parlo da vecchio brontolone, Darwin’s Paradox! resta un gioco competente che non mi ha mai né annoiato né infastidito, ma l’avrò dimenticato tra cinque minuti perché nasce e muore per farsi solo masticare in fretta. Quanto posso colpevolizzarlo per questo?
Vito’s Vote: 7


